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ABRUZZO Dai campi intorno mi giungeva il profumo delle ginestre, e sulla riva, i pescatori intonavano antiche canzoni che sembravano risalire ai tempi degli avi. L’odore dell’Adriatico, il canto dei pescatori, il colore dei tramonti sulle colline: sono queste le immagini che mi tornano sempre alla mente quando penso alla mia infanzia e alla mia terra. Qui, sotto questo cielo limpido, il respiro del mare si fonde con quello della montagna, e ogni albero, ogni pietra canta una melodia antica che porta con sé la memoria di un popolo forte e indomito. La mia terra natale, aspra e solenne, è un luogo dove il passato e il presente convivono come in un sogno. Gli uomini e le donne degli Abruzzi portano nei loro occhi il segno della montagna e del mare, e il loro cuore batte al ritmo eterno della natura. Ogni angolo, ogni sentiero è un ricordo, un respiro della mia anima. (Gabriele D’Annunzio) -
Friuli Venezia-Giulia L’Italia, ponte nel Mediterraneo, ha dato tradizioni e narrazioni all’Europa intera, e tante ne ha ricevute, attraverso guerre e scambi commerciali con gli altri popoli. Il Friuli Venezia-Giulia ha un primato in questo senso, non solo per il friulano, che varia di città in città, ma anche per il suo un ricchissimo patrimonio di lingue locali, apparentate con il provenzale, il tedesco, le lingue slave, il ladino... Ma quel che più importa a noi che cerchiamo fiabe, è la varietà e la bellezza delle storie friulane, in ogni lingua e dialetto, che spesso raccontano con sagacia e umorismo l’indipendenza da qualsiasi autorità. Anche Gesù e San Pietro si trovano spesso nelle fiabe e trasformano principesse e contadini come le fate, i maghi e gli animali magici. -
Sono italiane le fiabe più antiche. Pubblicate nel Cinquecento a Venezia e nel Seicento a Napoli, vi hanno attinto grandi narratori come Perrault e i Fratelli Grimm. Attingere a questo patrimonio significa far tesoro dell’eredità del passato, la cui memoria forma un ponte verso il futuro. Raccontare fiabe è ancora, come sempre, un atto d’amore.

